La proposta avviata nel 2019 non deve rimanere un’occasione incompiuta. La nuova legislatura regionale può ripartire da quel lavoro, aggiornandolo alle nuove esigenze di prevenzione, manutenzione e tracciabilità dei sistemi anticaduta.

FEDIMI – Federazione Imprese Italiane, quale associazione datoriale di rappresentanza, ritiene opportuno richiamare l’attenzione della Regione Puglia e del Consiglio regionale sulla necessità di riprendere un percorso legislativo già avviato alcuni anni fa in materia di sicurezza dei lavori in quota e prevenzione degli infortuni conseguenti alle cadute dall’alto.

Nel giugno 2019 venne infatti presentata in Regione Puglia una proposta di legge recante “Norme in materia di sicurezza dei lavori in quota e di prevenzione degli infortuni conseguenti alle cadute dall’alto”, successivamente sottoposta all’esame congiunto delle Commissioni consiliari V e VI.

La proposta nasceva da un’esigenza che, a distanza di anni, non soltanto permane, ma richiede oggi una nuova e ancora maggiore attenzione.

Il progetto prevedeva l’introduzione di specifiche misure di prevenzione e protezione per gli interventi eseguiti su edifici nuovi ed esistenti, con particolare riferimento alle coperture e alle facciate, contemplando sistemi di ancoraggio permanenti, modalità sicure di accesso e transito e la predisposizione di uno specifico elaborato tecnico contenente indicazioni progettuali, prescrizioni tecniche e certificazioni.

Un’impostazione che già allora guardava oltre la gestione del singolo cantiere, ponendo l’attenzione sulla sicurezza delle successive attività di manutenzione dell’edificio.

Una proposta ancora attuale, ma che oggi può essere migliorata

FEDIMI ritiene che il lavoro svolto dal Consiglio regionale pugliese non debba essere disperso.

La nuova XII legislatura regionale, insediatasi nel febbraio 2026, rappresenta l’occasione per recuperare quella iniziativa e trasformarla in un nuovo progetto legislativo, aggiornato rispetto all’evoluzione normativa, tecnica e tecnologica intervenuta negli ultimi anni.

Non si tratterebbe, quindi, semplicemente di ripresentare il testo del 2019.

L’obiettivo dovrebbe essere più ambizioso: partire da quel progetto per costruire una disciplina regionale moderna sulla prevenzione delle cadute dall’alto, confrontandola anche con le esperienze maturate nel frattempo nelle altre Regioni.

Lombardia e Lazio, ad esempio, hanno recentemente riaperto il confronto istituzionale sul tema attraverso specifiche proposte di legge regionali.

Si sta quindi delineando una nuova fase della regolamentazione dei sistemi anticaduta, nella quale alla progettazione e all’installazione deve affiancarsi una maggiore attenzione alla manutenzione, alle verifiche periodiche, alla documentazione e alla tracciabilità nel tempo dei dispositivi installati.

Non basta installare un sistema anticaduta: bisogna garantirne l’efficienza nel tempo

Questo è, secondo FEDIMI, uno degli aspetti sui quali dovrebbe concentrarsi maggiormente una nuova iniziativa legislativa pugliese.

Un sistema anticaduta installato su una copertura non può essere considerato semplicemente un elemento dell’edificio presente al momento della realizzazione dell’opera.

Deve essere possibile sapere dove è installato, quali caratteristiche possiede, chi lo ha installato, quale documentazione lo accompagna, quando è stato sottoposto a controllo e se mantiene nel tempo le condizioni necessarie per essere utilizzato in sicurezza.

La prevenzione deve quindi essere considerata lungo l’intero ciclo di vita del sistema.

È una questione particolarmente importante perché sulle coperture degli edifici intervengono nel corso degli anni numerose categorie professionali: manutentori, installatori di impianti, antennisti, tecnici del fotovoltaico, operatori degli impianti termici e di climatizzazione e numerosi altri lavoratori.

La crescente diffusione degli impianti fotovoltaici e delle tecnologie energetiche installate sulle coperture rende, inoltre, il problema ancora più attuale rispetto al 2019.

Alla fase di installazione seguiranno inevitabilmente interventi di controllo, pulizia, manutenzione, sostituzione e adeguamento degli impianti.

La sicurezza degli accessi alle coperture deve pertanto essere progettata oggi pensando anche alle manutenzioni di domani.

I dati sugli infortuni impongono di mantenere alta l’attenzione

La questione non può essere considerata esclusivamente sotto il profilo tecnico.

Secondo i dati relativi al primo semestre 2026 diffusi dall’INAIL e ripresi dall’Ufficio statistico della Regione Puglia, nel territorio regionale sono state registrate 10.312 denunce di infortunio sul lavoro, con un incremento del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le denunce di infortunio con esito mortale sono state 24.

Naturalmente questi numeri comprendono fenomeni infortunistici differenti e non possono essere ricondotti esclusivamente alle cadute dall’alto.

Rappresentano però un ulteriore richiamo alla necessità di continuare ad investire sulla prevenzione, intervenendo sui rischi prima che l’infortunio si verifichi.

A quasi vent’anni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008, l’esperienza maturata consente inoltre di individuare con maggiore precisione gli ambiti nei quali la legislazione nazionale può essere accompagnata da strumenti regionali capaci di incidere sulla progettazione edilizia, sulle procedure amministrative e sulla gestione nel tempo delle opere.

Dalla “linea vita” al sistema regionale di prevenzione

FEDIMI auspica pertanto che il Consiglio regionale della Puglia valuti l’opportunità di avviare, già nella presente legislatura, un nuovo confronto sul tema, recuperando il lavoro svolto nel 2019 e coinvolgendo associazioni datoriali e di categoria, organizzazioni dei lavoratori, ordini e collegi professionali, tecnici, produttori, installatori, manutentori ed enti competenti in materia di prevenzione.

Una nuova proposta potrebbe prendere in considerazione, tra gli altri, alcuni elementi oggi particolarmente rilevanti:

  • requisiti dei sistemi permanenti di protezione contro le cadute dall’alto;
  • elaborato tecnico della copertura;
  • modalità di accesso e transito in sicurezza;
  • documentazione e dichiarazioni relative all’installazione;
  • controlli e manutenzione periodica;
  • individuazione delle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti;
  • formazione e qualificazione degli operatori;
  • sistemi di registrazione e tracciabilità dei dispositivi anticaduta installati;
  • progressiva digitalizzazione della documentazione;
  • coordinamento con le procedure edilizie regionali e comunali;
  • specifica attenzione al patrimonio immobiliare pubblico.

Si potrebbe inoltre valutare la realizzazione di una mappatura regionale dei sistemi anticaduta, con modalità proporzionate e sostenibili, capace di mettere a disposizione delle amministrazioni e degli operatori informazioni utili sulla presenza e sullo stato dei dispositivi.

FEDIMI: “Ripartiamo dal lavoro già fatto”

La sicurezza sul lavoro dovrebbe rappresentare uno dei terreni sui quali maggioranza e opposizione possono trovare una convergenza istituzionale ampia.

La proposta pugliese del 2019 aveva già avviato un percorso significativo e le Commissioni competenti avevano previsto il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e degli operatori del settore per contribuire al miglioramento del testo.

Quel confronto merita di essere ripreso.

FEDIMI auspica pertanto che la Regione Puglia e le forze politiche rappresentate nel nuovo Consiglio regionale possano valutare la presentazione, nella XII legislatura, di una proposta aggiornata sulla prevenzione delle cadute dall’alto.

Non partendo da zero, ma utilizzando il lavoro già svolto e confrontandolo con le più recenti esperienze legislative regionali.

L’obiettivo non deve essere quello di introdurre nuovi adempimenti meramente burocratici.

Al contrario, occorre costruire un sistema nel quale progettazione, corretta installazione, documentazione, controllo, manutenzione e tracciabilità diventino parti di un unico processo di prevenzione.

Perché un sistema anticaduta non deve essere soltanto installato.

Deve essere correttamente progettato, identificabile, documentato, mantenuto e sicuro quando un lavoratore sarà chiamato ad utilizzarlo, anche molti anni dopo la sua installazione.

FEDIMI è disponibile a partecipare a un eventuale tavolo tecnico e a mettere a disposizione delle istituzioni regionali il proprio contributo, nell’ambito di un confronto con tutti i soggetti interessati, per arrivare a una disciplina efficace, tecnicamente sostenibile e realmente orientata alla prevenzione.

Lidio Damiano Carboni

Responsabile Rapporti istituzionali FEDIMI

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